I DISTURBI ALIMENTARI

ANORESSIA E BULIMIA NELLE DONNE E NEGLI UOMINI

Secondo i dati dell’Andid (l’Associazione nazionale dei dietisti), sono tre milioni gli italiani, in prevalenza (90%) di sesso femminile, che soffrono di disturbi alimentari. Le donne over-40 e le giovanissime sono le due categorie più colpite dai disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia.

RagazzaDi queste, solo una su tre si rivolge a un medico, e di solito in modo saltuario. I dati, illustrati in occasione del 19° congresso dell'Andid in corso a Roma (marzo 2007), confermano che i disturbi dell'alimentazione sono in allarmante crescita.

Preoccupante l'incidenza dell’anoressia nella fascia 12-25 anni, che è di 3-5 casi ogni mille ragazze, e addirittura più alta la quantità di ragazze bulimiche, che sono ben l'1-2% della popolazione nella stessa fascia d’età, dai 12 ai 25.

Benché la maggior parte delle adolescenti possa attraversare degli “episodi anoressici”, la malattia vera e propria colpisce ragazze che hanno un'età tra i 18 e i 25 anni.

Anoressia e bulimia costituiscono un problema in espansione non solo nelle dimensioni quantitative ma anche rispetto alle fasce colpite. Se i disturbi del comportamento alimentare sono più comuni fra le femmine, la novità è che sono colpiti sempre di più anche maschi e bambini.

In questi casi sono ancor più difficili da diagnosticare, anche per la difficoltà di ammettere di avere un problema considerato tipicamente “femminile”.

Giovani uomini insoddisfatti dell'immagine del proprio corpo controllano con ossessività la dieta, il peso e il tono muscolare, lottando ogni giorno con l'ago della bilancia. Aver sofferto di obesità da bambini è uno dei fattori di rischio per l’anoressia maschile. Iperprotettività delle mamme e precedenti disturbi alimentari in famiglia sono, invece, fra i fattori di rischio più importanti per lo sviluppo dell'anoressia nelle femmine.

Mortalità delle anoressiche: 15% (per insufficienza cardiaca o renale o per le infezioni).
Maschi anoressici: 1 su 50.000 fra i 18 e i 28 anni.
Maschi bulimici: 1 su 80.000 fra i 15 e i 24 anni.



SEGNALI D’ALLARME: COME INTERPRETARLI

La diagnosi di anoressia nervosa nei maschi è ancora problematica. I criteri diagnostici dell’anoressia sono stati finora incentrati sulla donna; basti pensare che uno dei più importanti sintomi della malattia è considerata l’alterazione del ciclo mestruale. Molti casi di anoressia maschile, quindi, non sono riconosciuti come tali; l’incidenza di questa malattia, pertanto, è ancora molto sottostimata. Tuttavia solo negli Stati Uniti si calcola che il 5-10 % dei pazienti che soffrono di Anoressia Nervosa sarebbero maschi, come pure maschi sarebbero il 10-15% dei pazienti affetti da Bulimia Nervosa.

RagazzoI casi maschili sono spesso sottovalutati e diagnosticati in ritardo. Nonostante ciò, i disturbi alimentari nei maschi sono una realtà in aumento.

Pare che l'età di esordio dei disturbi alimentari maschili sia da collocarsi intorno all'adolescenza nel momento in cui gli individui si pongono di fronte al problema di come strutturare la propria identità di adulti.

Principali segnali d’allarme dell’Anoressia e della Bulimia

  • Perdita di peso, che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell' 85% di quello atteso, tramite la riduzione della quantità di cibo assunta e/o le abbuffate compulsive e l’uso di metodi inappropriati per prevenire il conseguente aumento di peso (vomito, lassativi, eccessiva attività fisica, digiuno etc.)
  • Paura di aumentare di peso o di ingrassare, pur essendo sottopeso
  • Uso frequente della bilancia
  • Rifiuto di mangiare in compagnia o mangiare di nascosto
  • Parlare eccessivamente di peso, cibo, calorie
  • Negare problemi col cibo e porsi in maniera aggressiva/difensiva qualora se ne parli
  • Assumere più informazioni possibili sull’alimentazione e sul cibo
  • Attuare comportamenti ritualistici rispetto al cibo come tagliuzzare e rigirare il cibo sul piatto, masticare un certo numero di volte, etc.
  • Attività fisica eccessiva ed inappropriata allo scopo di perdere peso.

Indicatori emotivi sintomatici
  • Ansia
  • Depressione
  • Apatia
  • Irritabilità ed aggressività

Atteggiamenti
  • Scarsa stima di sé: senso di inadeguatezza, insicurezza, indecisione, incapacità.
  • Estrema sensibilità al giudizio altrui e continua ricerca di conferme e approvazioni
  • Percezione irrealistica della forma del proprio corpo
  • Eccessiva e costante preoccupazione per peso, forma fisica e cibo


DA SAPERE

Generalmente nella prima fase della malattia lo stress e le fatiche da mancanza di cibo vengono sostituiti da un maggior senso di energia e da un generale stato di benessere. Quando termina lo stato di benessere dovuto alla perdita di peso, la mente si concentra su pensieri ossessivi riguardanti il cibo, mentre l'umore diviene irritabile, la concentrazione e la memoria diminuiscono, fino a raggiungere l’impossibilità di seguire una normale attività scolastica o lavorativa.

OcchioL’eccessiva perdita di peso provoca inoltre iperattività e disturbi del sonno.


Principali effetti dei disturbi alimentari

Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione possono portare a:
  • ulcere intestinali e danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente
  • disidratazione
  • danni cardiaci, al fegato e ai reni
  • danneggiamento di gengive e denti
  • problemi al sistema nervoso, con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione
  • danni al sistema osseo, con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi
  • blocco della crescita
  • emorragie interne
  • ipotermia
  • ghiandole ingrossate.

Le ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti maniacali, propensione al perfezionismo.



COME SCONFIGGERE IL PROBLEMA: CENTRI E STRUTTURE RIABILITANTI

La prima cosa da fare è informarsi correttamente.
Si può consultare in un primo momento anche un manuale informativo che permetta di comprendere meglio il problema. I genitori della ragazza possono partecipare a eventuali incontri informativi sul tema, presso studi ambulatoriali specializzati.

strutture sanitarieÈ indispensabile che siano i genitori a fare la prima mossa, perché spesso chi è soffre di disturbi alimentari rifiuta di riconoscere il problema.
Una volta riconosciuto il problema, si possono contattare specialisti del settore, nel caso specifico un nutrizionista che conosca l'anoressia e uno psicologo specializzato nei disturbi alimentari

È importante che il paziente sia seguito, anche se non emergeranno risultati immediati. Purtroppo l'anoressia assomiglia molto alla tossicodipendenza, con alti e bassi che durano anni.


Associazioni che si occupano di disturbi alimentari

Fa.Ne.P. - Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica - c/o Ospedale Gozzadini (Bologna) - Tel. 051/346744

Azienda USL - Ospedale di Rovigo - dott. Marano Gianfranco - Tel. 0425/394360

Forum Crisalide - Tel. 800-546660

Università degli Studi di Padova - Clinica Psichiatrica - Segreteria Tel. 049/8213830-1


Nel sito del Ministero della salute, è possibile accedere alle informazioni sui principali centri Italiani per la cura dei Disturbi Alimentari

Elenco centri per la cura dei disturbi alimentari >>