Il disagio scolastico: difficoltÀ di definizione

Il disagio scolastico è - per definizione - un fenomeno complesso legato sì alla scuola, come luogo di insorgenza e di mantenimento, ma anche a variabili personali e sociali, come le caratteristiche psicologiche e caratteriali da una parte e il contesto familiare/culturale e dall'altra. Viene ad essere determinato dall'interazione di più fattori sia individuali che ambientali e si esprime in una grande varietà di situazioni problematiche che espongono lo studente al rischio di insuccesso e di disaffezione alla scuola. I problemi scolastici sono di tipo diverso e presentano diversi livelli di gravità , spesso non sono la conseguenza di una specifica causa, ma sono dovuti al concorso di molti fattori che riguardano sia lo studente, sia il contesto in cui egli viene a trovarsi (ambiente socioculturale, clima familiare, qualità dell'istituzione scolastica e degli insegnanti)".

Il disagio scolastico va inquadrato in un'ottica che tenga quindi conto della complessità delle variabili che entrano in gioco e delle modalità soggettive con cui si intersecano; occorre analizzare il disagio come un problema NON soltanto del singolo individuo, bensì come condizione esistenziale che investe l'intero sistema / vita in cui il ragazzo è inserito: il gruppo classe, la scuola, la famiglia, il contesto ambientale e culturale.

Il disagio scolastico produce gravi conseguenze, dalle più immediate alle più complesse: dalla difficoltà di apprendimento, alla mancanza di curiosità , al basso rendimento rispetto alle reali capacità del soggetto, alla tendenza ad isolarsi, all'assenteismo, alla disaffezione, all' abbandono scolastico, fino alle vere e proprie problematiche comportamentali, quali difficoltà di attenzione e concentrazione, aggressività fisica o verbale rivolta a compagni, insegnanti e oggetti, iperattività , basso livello di tolleranza alle frustrazioni, reazioni emotive molto forti, fenomeni di prepotenza e bullismo.

Questi aspetti si influenzano reciprocamente, determinando una situazione di circolarità che acuisce il disagio del ragazzo, rendendo difficile definirne le cause specifiche.

È un'età , quella adolescenziale, fatta di trasformazioni e di contraddizioni: la dispersione scolastica è connessa da una parte, ad una "dispersione affettiva" dell'adolescente, dall'altra all'incapacità a volte della scuola di instaurare un dialogo con i suoi ragazzi per cogliere i sintomi del disagio.

Riuscire a contenere la dispersione scolastica, significa pertanto anche cercare di contenere i vissuti di solitudine dell'adolescente (che spesso, a livello più o meno consapevole, vengono alimentati dalla scuola stessa), il suo sentirsi non compreso, o nei casi più preoccupanti, il suo ritenersi "insufficiente" nella vita, il suo disagio più genericamente individuato come "disagio adolescenziale".