COSA E' IL BULLISMO
Come si legge sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione il termine italiano "bullismo" è la traduzione letterale di "bullying", parola che caratterizza il fenomeno delle prepotenze in contesto di gruppo.
Il bullismo si configura come un fenomeno dinamico, multidimensionale e relazionale che riguarda non solo l'interazione del prevaricatore con la vittima, che assume atteggiamenti di rassegnazione, ma tutti gli appartenenti allo stesso gruppo con ruoli diversi.
Il comportamento del bullo è un tipo di azione continuativa e persistente che mira deliberatamente a far del male o danneggiare qualcuno in vari modi: direttamente attraverso prepotenze fisiche o verbali, indirettamente invece attraverso una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo, l'isolamento, la diffusione di calunnie e di pettegolezzi e altre modalità definite di "cyberbullying", ovvero prepotenze fatte attraverso forme elettroniche (messaggi sms o telefonate al cellulare, foto o video clip, email, chat, etc.).
Il problema del bullismo non riguarda quindi i singoli, vittime o bulli che siano, ma tutti.
COME RICONOSCERLO
Il bullismo può includere minacce, dispetti, insulti, impedire agli altri di andare dove vogliono o fare ciò che vogliono, aggressioni o botte e tutte le forme dell'abuso fisico. Il bullismo non è un problema solo per la vittima, è un problema anche per tutte le persone che sanno che questi comportamenti avvengono nella scuola o che vi assistono. Un ambiente scolastico molto competitivo può contribuire a provocare bullismo. Le scuole hanno la responsabilità di far sentire al sicuro i bambini.
Il bullismo è un'esperienza che i bambini non dovrebbero fare. Lasciare impuniti i comportamenti prepotenti può avere un effetto molto negativo sul bambino che subisce le prepotenze (la vittima).
I bambini a cui è permesso di compiere atti di bullismo cresceranno compiendo prepotenze o picchiando il futuro partner ed i propri figli. Anche per questo il bullismo è una questione che deve essere affrontata.
COME SCONFIGGERLO
Oltre alle azioni già organizzate dalle singole scuole, il Ministero ha pensato una serie di azioni di contrasto alla 'mentalità del bullo', alcune delle quali contrastano i giovani 'con le loro stesse armi': iPod, siti web e tv.
È stata lanciata una vera e propria campagna nazionale con lo scopo di coinvolgere tutti gli alunni della scuola italiana. I bambini delle materne attraverso i programmi televisivi della Rai destinati ai più piccoli, cartelloni e poster affissi all'interno delle singole scuole. Per i bambini delle scuole elementari sono in diffusione spot televisivi ad hoc, e concorsi sul tema del bullismo con un coinvolgimento della stampa per l’infanzia: riviste e fumetti.
Il grosso delle iniziative è destinato ai ragazzini delle scuole medie e superiori, dove cioè il fenomeno assume la connotazione più preoccupante. Gli studenti sono invitati a promuovere azioni di prevenzione attraverso i parlamentini locali: le Consulte provinciali degli studenti. In collaborazione con gli stessi studenti è stata pensata la creazione di un portale, sul quale gli spot più significativi, creati dagli stessi ragazzi, saranno mandati in onda e potranno essere scaricati su cellulari e iPod. Saranno ideati gadget (magliette, adesivi ed altro), coinvolti i portali web più frequentati dai ragazzini e coinvolti i divi dei più giovani: sportivi, cantanti, attori. Insomma una guerra senza quartiere. Ma non solo.
Per gli insegnanti, i dirigenti scolastici, il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) e per gli stessi genitori sono stati avviati percorsi di formazione e informazione per offrire un maggior numero di strumenti utili a snidare i 'bulli'. In via di attivazione anche un numero verde e 6 Osservatori macroregionali permanenti sul bullismo. E per contrastare i videogiochi più violenti gli studenti degli istituti tecnici industriali - che frequentano i corsi per perito informatico specializzato in grafica interattiva videogame – sono stati invitati a realizzare videogame innovativi e competitivi che 'promuovano comportamenti pro-sociali, corretti e responsabili' .
Da SCUOLA & GIOVANI “Bullismo, emergenza nazionale” ecco il piano del Ministero
di SALVO INTRAVAIA