ADOLESCENZA E SESSUALITÀ

SVILUPPO PSICO-SESSUALE IN ETÀ ADOLESCENZIALE

La sessualità è espressione fondamentale dell'essere umano, è un fenomeno complesso che vede coinvolte influenze psicologiche, biologiche e culturali. 
Comprende una vasta gamma di sensazioni ed emozioni. La sessualità è anche gioco, relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell'intimità. Si tratta di un comportamento che ha molto a che fare con gli istinti e con la libertà o la censura che essi hanno subito nel corso dell'evoluzione psicologica e sessuale di ogni individuo.

C'è una stretta correlazione tra sviluppo degli istinti, educazione e formazione della personalità. Le prime espressioni ed esperienze sessuali del bambino concorrono alla formazione del comportamento e della struttura della personalità quale si sviluppa nell'adolescente prima e poi nell'adulto.
L'adolescenza inizia con la pubertà, ovvero con il completamento dello sviluppo sessuale dal punto di vista riproduttivo e dura fino al completo sviluppo fisico che coincide con l'età adulta.
L'adolescenza è anche il periodo in cui i giovani acquisiscono la completa maturità sessuale passando dalla semplice capacità procreativa alla piena consapevolezza della propria sessualità. Questo passaggio è influenzato dal contesto culturale e sociale in cui si vive. Diversi modelli culturali, sociali e religiosi causano nei giovani rilevanti differenze di comportamento.
Il giovane deve costruirsi i propri modelli di comportamento, anche sessuale, mediando tra i modelli trasmessi dai genitori e quelli del contesto sociale in cui si trova a vivere; è importante in questa fase acquisire le giuste informazioni sull'anatomia e la funzionalità degli organi sessuali, sulla fisiologia del rapporto sessuale, sulla contraccezione e sulle malattie sessualmente trasmissibili.


Sessualità maschile e femminile
L'impulso sessuale si manifesta in modo diverso nei ragazzi e nelle ragazze. Nei maschi le esigenze biologiche sono specifiche e volte ad uno scarico della tensione nell'orgasmo. Nelle femmine il desiderio sessuale è come una sensazione diffusa, pervasa da emozioni.
Gli impulsi sessuali sono generalmente legati a sentimenti d'amore per le ragazze e possono essere del tutto separati per i ragazzi.
I genitori e la società hanno il ruolo di fornire l'informazione all'adolescente, ma è il giovane che deve trovare la sua dimensione, anche nella sfera sessuale, rapportandosi al contesto attuale in cui vive.
Per molti quello del primo rapporto sessuale è un momento delicato che va preparato con cura; per altri è qualcosa da fare e basta, senza troppi ripensamenti.
In realtà, i primi rapporti sono importanti perché rappresentano l'inizio di una nuova esperienza. Fare l'amore è qualcosa che s'inventa e si impara, ma qualcuno all'inizio potrà sentirsi inibito o avere paura.
L’"ansia da prestazione", insieme ad altri fattori può compromettere una buona relazione sessuale.

Alle trasformazioni fisiche nei ragazzi e nelle ragazze, si accompagnano profondi cambiamenti cognitivi ed affettivi. Questa è l'età dei "complessi", delle insicurezze, della paura che il nuovo corpo non sia quello desiderato o desiderabile; è l'età dei cambiamenti d'umore improvvisi e apparentemente immotivati; l'età delle prime cotte, della scoperta della tenerezza e del piacere sessuale e, per molti, del primo rapporto sessuale.
Le ragazze, più precoci dei ragazzi, spesso si avvicinano al primo rapporto con grandi paure o con aspettative esagerate.
Molte sono convinte che la perdita della verginità sia sempre un'esperienza estremamente dolorosa e cruenta. In realtà, la lacerazione dell'imene provoca un leggero disagio, non un vero e proprio dolore, e le perdite di sangue sono in genere minime, a volte addirittura del tutto assenti.
Altre ragazze fantasticano su una "prima volta" stupenda, analoga a quelle descritte da una certa cinematografia o dai romanzi rosa; in realtà, nella maggior parte dei casi il primo rapporto non è qualcosa di molto piacevole, a causa dell'inesperienza dei protagonisti.
Fare l'amore è qualcosa che si impara, che presuppone attrazione, fiducia e tenerezza reciproca insieme alla capacità di comunicare sui propri bisogni e desideri; non esiste un'età giusta per il primo rapporto sessuale, ma esiste certamente un momento giusto per ognuno di noi. Fare l'amore senza un autentico desiderio perché tutte le amiche lo hanno già fatto, o perché "lui insiste tanto", spesso porta a vivere in maniera negativa un'esperienza che, se profondamente desiderata, può essere dolcissima.


L'identità sessuale
Nel periodo adolescenziale ci si interroga sui cambiamenti, si ha l'impressione di vedere il mondo con occhi nuovi.
Interrogarsi sulla propria identità significa anche porsi delle domande sulla propria identità sessuale.
Al momento della nascita ad ogni individuo viene attribuita l'appartenenza a un genere sessuale (maschile o femminile), mediante l'osservazione fenotipica dei genitali esterni e/o attraverso quella genotipica (l’esame del DNA: XX; XY) .
Questo riconoscimento rappresenta l'inizio di un percorso che segna l'intera esistenza dell'essere umano, il primo passo per il costituirsi dell'identità sessuale.
Accanto a questi elementi biologici se ne aggiungono però altri sociali, che consistono nel diverso modo che l'ambiente ha di interagire con le persone, dipendentemente dal sesso.
Esiste una identità di genere, che consiste nella consapevolezza interiore che ogni persona ha del proprio genere sessuale. Si tratta di una sensazione intima, privata, squisitamente psicologica.
Quando la donna ha le mestruazioni, prova sempre delle emozioni che scaturiscono da questa conferma, assolutamente femminile, della sua fertilità. Oppure pensiamo all'erezione, che nell'uomo è la prova visibile della sua virilità, e alle sensazioni intense che ad essa sono collegate, queste esclusivamente maschili.
Le tappe attraverso le quali si forma l'identità costituiscono il processo di autoidentificazione sessuale, ossia il raggiungimento della convinzione intima della propria mascolinità o femminilità. Questa convinzione è un elemento centrale del modo che ognuno ha di sentire "chi è", nel profondo di se stesso.


L’importanza del corpo
Le nostre relazioni con gli altri e con l'ambiente passano necessariamente attraverso il corpo: oltre che con le parole, parliamo di noi con gli occhi, il sorriso, l'odore, le mani, la posizione del corpo. Molte volte utilizziamo volontariamente queste comunicazioni silenziose, per invitare o scoraggiare l'altro alla prosecuzione del rapporto.
Sentirsi diversi, a volte sgradevoli, domandarsi, guardandosi allo specchio, se si è sempre gli stessi, sono emozioni e sentimenti che è frequente provare nell'adolescenza. Belli o brutti spesso vuol dire vicini o lontani dall'immagine ideale di sé. In questo periodo, infatti, l'immagine corporea, a causa dei cambiamenti fisiologici, si modifica così rapidamente da richiedere continui adattamenti nella ricerca di una nuova identità personale.
Tutto il nostro modo di essere è permeato dalla nostra sessualità che non si esprime solo con l'atto sessuale, ma riflette le caratteristiche personali, la storia e la cultura di ciascuno.
Sin dalla nascita siamo in grado di provare emozioni sessuali, anche se queste nel corso dello sviluppo si manifesteranno di volta in volta in maniera molto diversa.
Essere in armonia con il proprio corpo, avvicinarsi ad esso scoprendo progressivamente le sensazioni che può dare, significa soprattutto riconoscersi nelle proprie emozioni e nei propri desideri.
Troppo spesso il piacere sessuale è considerato "sporco" o "proibito". La masturbazione, per esempio, è sovente presentata come qualcosa di infantile, di immaturo. In realtà, essa rappresenta una normale componente del repertorio sessuale dell'individuo e della coppia, utile a far conoscere il proprio corpo, e le donne al pari degli uomini possono trarne piacere.

Quando si entra nel periodo adolescenziale, ai molti cambiamenti individuali, si aggiungono modificazioni che investono tutta la famiglia.
Infatti, i membri che ne fanno parte si influenzano reciprocamente e, nel momento in cui si è alle prese con un corpo che cambia repentinamente e si vivono emozioni forti e contraddittorie, genitori, fratelli e sorelle vengono inevitabilmente coinvolti.
Questo è un periodo difficile per tutti, ma ricco di potenzialità di crescita per ciascuno. Contrasti, conflitti, incomprensioni coinvolgono adulti e adolescenti in un confronto continuo.
Da un lato ragazzi e ragazze si accorgono di non essere più bambini, ma non ancora abbastanza grandi e autosufficienti, dall'altro mamma e papà mettono in crisi il loro ruolo genitoriale, ed è probabile che percorrano a ritroso gli anni trascorsi per rivedere se stessi adolescenti incompresi e insoddisfatti.
Le richieste più frequenti da parte degli adolescenti, in questo periodo, riguardano l'autonomia e la definizione di nuovi "spazi", a cui nessun adulto abbia libero accesso. Scrivere il diario personale, come fanno specialmente le ragazze, o chiudersi nella propria stanza, sono esempi di queste nuove esigenze.
E' facile che gli adulti tendano ad essere intrusivi perché anche per loro questa è una fase difficile; c'è il timore di perdere il controllo dei figli, di vederli man mano allontanarsi, una sorta di paura di restare soli.
E' arrivato il momento di staccarsi dalla famiglia, fare i primi passi all'esterno e "sperimentarsi" con i coetanei. C'è chi lo fa con spavalderia, chi più timidamente, ma a tutti, prima o poi, accade qualcosa di veramente bello e intenso. Ci si innamora e si tenta di uscire dal "guscio" familiare. Si comincia a scoprire la propria sessualità e non sempre questa scoperta è vissuta serenamente.
A volte questa nuova consapevolezza crea inquietudine e sensi di colpa: dialogare con i genitori sull'amore e sul sesso non è facile! Gli adulti, spesso, provano più imbarazzo dei loro figli ad affrontare argomenti come la masturbazione, il rapporto sessuale, la contraccezione.
Il pudore e la necessità di mantenere la propria privacy spingono ragazze e ragazzi a cercare al di fuori della famiglia le risposte ai propri dubbi e alle proprie curiosità.
Sembra, infatti, che siano gli amici i "veicoli" privilegiati dell'informazione sul sesso, che assai spesso però è inesatta, distorta o insufficiente.

CONTRACCEZIONE E METODI CONTRACCETTIVI

I metodi attualmente a disposizione sono diversi, ed è importante che ogni coppia utilizzi quello che preferisce.
In ogni rapporto sessuale occasionale va sempre usato il profilattico, perchè così ci si protegge, non solo dalla gravidanza, ma anche dal contagio di malattie gravi, quali l'epatite virale e l'AIDS.
Il primo rapporto sessuale è a rischio come tutti gli altri, è quindi necessario usare i contraccettivi fin dalla prima volta!


La Pillola
La pillola è un farmaco composto da due ormoni di sintesi simili agli ormoni prodotti naturalmente dalla donna (estrogeno e progesterone), che regolano tutta l'attività dell’ apparato genitale.
La pillola agisce bloccando del tutto o in parte la funzione ovulatoria.
Esistono due tipi di blister da 21 o da 28 compresse. Per quanto concerne le confezioni che contengono 21 compresse si comincia ad assumere la pillola dal 1° giorno delle mestruazioni, seguitando senza interruzioni a prenderne una al giorno, circa alla stessa ora, per un totale di 21 giorni.
Con le pillole attualmente in uso, la sicurezza contraccettiva inizia sin dal primo giorno di assunzione.
Finita la confezione, cioè al termine delle 21 pillole, si faranno seguire 7 giorni di intervallo e si comincerà una nuova confezione.
Nei giorni di sospensione comparirà un’emorragia del tutto simile ad una normale mestruazione, a volte più scarsa e di durata inferiore, generalmente non dolorosa.
Per quanto concerne le confezioni da 28 compresse si continuano a prendere le compresse di seguito per 28 giorni consecutivi (le ultime 7 sono un placebo cioè non contengono sostanze attive) e l’emorragia simil- mestruazione si verificherà durante l’ultima settimana di assunzione.
Prima di iniziare ad usare la pillola bisogna sottoporsi ad una visita ginecologica che comprenderà anche l'esame del seno e analisi del sangue.
Esistono infatti alcune controindicazioni:

  • gravi disturbi dell'apparato cardiocircolatorio;
  • gravi malattie del fegato;
  • presenza o sospetto di tumori;
  • perdita di sangue al di fuori delle mestruazioni di natura non accertata.

La pillola è praticamente sicura al 100%, se assunta con continuità e se non si verificano episodi di vomito o diarrea in prossimità del consueto orario di assunzione, e può essere assunta continuativamente anche per lunghi periodi di tempo (alcuni anni), e non sono obbligatorie sospensioni del trattamento se non in caso di disturbi o complicanze.


Il preservativo (o profilattico)
Il preservativo è una sottile guaina in lattice di gomma ad uso maschile che impedisce che il liquido seminale penetri in vagina.
E' consigliabile abbinare sempre al preservativo l'uso di una crema spermicida da introdurre in vagina alcuni minuti prima dell'inizio del rapporto, per ridurre i rischi nei casi di rottura.
Se il profilattico non è dotato di serbatoio, bisogna lasciare lo spazio di un centimetro in punta per contenere il liquido seminale. L'uso del preservativo costituisce attualmente l'unico metodo valido per evitare il contagio dell'A.l.D.S. e delle altre malattie a trasmissione sessuale (MTS) nei rapporti sessuali a rischio.
 

L’anello vaginale (NuvaRing)
NuvaRing è un contraccettivo ormonale per uso vaginale. E' un anello flessibile, trasparente in materiale anallergico, biocompatibile. Ha un diametro di circa 5 centimetri ed uno spessore di 4 millimetri, contiene due ormoni sessuali di sintesi (uno simile al progesterone ed uno simile all’estrogeno) . Piccole quantità di questi due ormoni vengono rilasciate lentamente nel circolo sanguigno e prevengono il rilascio di una cellula uovo dalle ovaie. Se non vi è rilascio di una cellule uovo, non è possibile rimanere incinta. Uno dei vantaggi di NuvaRing rispetto alla pillola anticoncezionale è che non c'è bisogno di ricordarsi di prendere la pillola tutti i giorni, Nuvaring infatti va sostituito solo una volta al mese.
Nuvaring, così come le pillole contraccettive, non protegge nei confronti dell'infezione da HIV (AIDS) o di qualunque altra malattia a trasmissione sessuale.


La pillola del giorno dopo (Norlevo)
Norlevo non è un metodo anticoncezionale e deve essere usata solo in caso di emergenza dopo un rapporto non protetto o in seguito ad un “incidente”, come per esempio la rottura del profilattico.
Se correttamente assunta, se ne riconosce attualmente un'efficacia di circa il 75%.
La compressa va assunta il prima possibile e comunque entro 72 ore dal rapporto sessuale a rischio di gravidanza indesiderata. La pillola del giorno può essere prescritta da un ginecologo, un medico di base, presso un consultorio o un pronto soccorso ginecologico o da qualunque altro medico che non sia obiettore di coscienza.


La spirale o IUD (dispositivo intra uterino)
Da un primo dispositivo in plastica (polietilene) di forma varia, si è passati a dispositivi coperti di fili di rame con l’anima in argento e successivamente a dispositivi che rilasciano un ormone (progesterone). Inizialmente i dispositivi avevano una “coda” formata da molti filamenti, mentre attualmente si preferiscono quelli con un solo filamento: il filo di repere.
Gli IUD agiscono come spermicidi inducendo una infiammazione sterile locale causata dalla presenza del corpo estraneo nell’utero. Il rame provoca modificazioni della mucosa uterina ostacolando quei processi che facilitano l’annidamento dell’uovo ed induce un aumento di viscosità del muco cervicale che diviene più impermeabile agli spermatozoi. Il rame danneggia anche l’attività di alcune sostanze, le prostaglandine, che normalmente aumentano l’attività motoria delle tube, determinando così un freno sul trasporto dell’ovulo.
Analogamente i dispositivi che contengono progesterone ne rilasciano ogni giorno una quantità che è sufficiente ad inibire la gravidanza grazie ad un’azione locale sull’endometrio (mucosa dell’utero), che viene mantenuto in una condizione inadatta all’impianto dell’ovulo.
Questo dispositivo deve essere sostituito annualmente perché la riserva di progesterone dura 18 mesi.
La spirale dev'essere applicata e rimossa da un ginecologo. E’ preferibile che venga inserita durante le mestruazioni per escludere la possibilità di un’ eventuale gravidanza già in atto. Non occorre anestesia.
L'uso della spirale nelle donne anemiche e che non hanno mai avuto figli è generalmente sconsigliata, perché può provocare infiammazioni ed alterazioni della mucosa uterina, mestruazioni più frequenti e più abbondanti.
La spirale ha una percentuale di efficacia tra il 96,3 ed il 99%.
Poiché esiste la possibilità di un'espulsione parziale o totale inavvertita, la donna dovrebbe imparare ad accertarne da sola la presenza, soprattutto dopo ogni mestruazione.


Il diaframma
Il diaframma si presenta come una cupola di gomma soffice che ha incorporato alla base un anello a spirale o una lamina. Posizionato in vagina il diaframma deve ancorarsi tra l’angolo retropubico e il fornice posteriore con la cupola che ricopre il colo dell’utero. L’efficacia del diaframma può essere aumentata cospargendone l’interno o i bordi con una sostanza spermicida in crema.
La protezione offerta dal diaframma abbinato allo spermicida ha una durata di 6 ore dall’inserimento: se l’atto sessuale viene ripetuto, si dovrebbe inserire una nuova quantità di crema in vagina senza rimuovere il diaframma. Il periodo di permanenza del diaframma non dovrebbe superare 24 ore, per evitare ulcerazioni dell’ epitelio vaginale. Oltre ad un accurato addestramento del soggetto per apprenderne la modalità di inserimento sono necessari controlli sia per verificare il corretto uso del dispositivo sia per modificarne la misura quando vi siano variazioni di peso superiori di 5 kg, che producono modificazioni del pannicolo adiposo che circonda la vagina.

Per utilizzare il diaframma è necessario fare una prima visita ginecologica in cui il medico stabilisca la misura adatta alla paziente e fa la prescrizione da presentare in farmacia.
Acquistato il diaframma ci si ripresenta dal medico o dall’ostetrica per imparare ad inserirlo. Bisogna spalmarlo di crema spermicida per poi metterlo o toglierlo per un paio di volte in presenza del ginecologo. Il diaframma deve essere applicato qualche minuto prima del rapporto, ma può essere anche inserito 1-2 ore prima purchè si abbia l’accortezza di applicare una nuova dose di spermicida prima della penetrazione.
Tra le indicazioni all’uso di questo metodo la più importante è che si tratta un metodo meccanico di barriera dotato di scarsi effetti collaterali e controindicazioni, completamente reversibile e che offre una buona sicurezza se associato ad uno spermicida.

ALTRI METODI CONTRACCETTIVI

Il coito interrotto
Il coito interrotto non è un metodo contraccettivo se con questo termine si intende un procedimento scientificamente fondato. Esso è piuttosto una pratica, la più antica e diffusa, perché usata dal momento in cui l’uomo ha scoperto il rapporto esistente tra l’emissione del liquido seminale e la fecondazione. Il coito interrotto consiste esattamente nell’evitare questa situazione: l’uomo ritira il pene dalla vagina poco prima di eiaculare.
Il coito interrotto coinvolge esclusivamente l’uomo e richiede un assoluto controllo sull’atto sessuale e la percezione dell’ esatto momento dell’eiaculazione. Nell’uomo, infatti, le ghiandole di Cooper secernono un liquido che passando per il canale uretrale può veicolare modeste quantità di spermatozoi, tuttavia ancora vitali: si può verificare il concepimento nonostante un perfetto autocontrollo. Il coito interrotto si trova così ad avere un triste primato tra i metodi che vengono dichiarati falliti nelle situazioni di gravidanza indesiderata e di interruzione di gravidanza.

I RISCHI DELLA SESSUALITÀ NON PROTETTA

La malattia sessualmente trasmissibile più grave è l’AIDS.
L'AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) è una grave malattia che colpisce le difese immunitarie, indebolendole fino ad annullarle.
È provocata da un virus detto HIV, e ha un decorso abbastanza singolare.
Contratta l'infezione, per lungo tempo possono non manifestarsi sintomi, talvolta anche per oltre 10 anni dal contagio.
In questo periodo la persona contagiata è sieropositiva, in quanto il virus entrato nell'organismo provoca in tre-sei mesi la formazione di anticorpi rintracciabili grazie al test.
Gli anticorpi anti-HIV, a differenza di quelli che si generano per altre infezioni, non sono un meccanismo di difesa, ma sono solo un segnale dell'infezione in atto.

I sieropositivi possono quindi contagiare gli altri.
Quando tutte le difese immunitarie sono state distrutte, l'organismo è facilmente aggredito dalle infezioni e si manifesta la malattia vera e propria, cioè l'AIDS.
Finora non è stato ancora identificato un vaccino, né è stata messa a punto una cura efficace contro tale malattia.
L'HIV si trasmette soltanto con il sangue, lo sperma e le secrezioni genitali femminili.
Tutti i soggetti infetti, siano essi sieropositivi senza sintomi o malati, possono trasmettere l'infezione.
Il virus si può trasmettere se il sangue di un individuo infetto entra, in quantità sufficiente, nel sangue di un'altra persona (per esempio quando un tossicodipendente usa la stessa siringa di un altro tossicodipendente sieropositivo).
Oltre che attraverso il sangue, l'infezione si trasmette anche attraverso lo sperma e le secrezioni genitali femminili.
Il virus si può quindi trasmettere durante un rapporto sessuale con un partner infetto, sia di sesso diverso (contagio eterosessuale), che dello stesso sesso (contagio omosessuale).
Bisogna evitare, quindi, i rapporti occasionali. Nel caso non si conosca bene il partner, usare sempre il preservativo.
Il preservativo riduce di molto il rischio di contagio, ma deve essere usato una sola volta e fin dall'inizio del rapporto sessuale.

Non comportano rischi di contagio i normali contatti con le persone infette: una persona sieropositiva può tranquillamente continuare a convivere con gli altri scambiando tranquillamente abbracci, baci, carezze, utilizzando in comune bicchieri, stoviglie o servizi igienici.
Inoltre l'infezione da HIV non si trasmette attraverso la saliva, la tosse, gli starnuti, le lacrime, il sudore, le urine, le feci, le punture di insetti.
Il virus HIV non resiste al calore oltre i 60 gradi ed è inattivato dalla candeggina.
Poiché non ci sono ancora terapie utili a curare la malattia, che conduce a morte per infezioni parassite di fronte alle quali l’organismo non può opporre alcuna difesa, è indispensabile la prevenzione usando sempre, nei rapporti a rischio, il preservativo.
Va tenuto presente che i rapporti a rischio sono tutti quelli nei quali anche un partner stabile ha, o può aver avuto, rapporti a rischio. E’ quindi prudente eseguire, in questi casi, il test sierologico per il quale va tenuto presente che vi è un periodo d’ombra di almeno tre mesi. 

Il bacio nella trasmissione dell'AIDS
Si tratta di una questione su cui si discute da alcuni anni. Recentemente il professar Luc Montagnier, il ricercatore francese che rivendica la scoperta dei virus HIV, ha affermato che l'Aids può essere trasmesso anche con un bacio; perché nella saliva è presente una minima carica virale, ma si tratta di una quantità molto limitata.
L'immunologo Ferdinando Aiuti spiega invece che ''Non esistono rischi di contrarre il virus attraverso il bacio'', e che questo evento potrebbe avvenire con una percentuale di rischio talmente bassa (uno su centomila) da poter essere considerata di fatto quasi nulla.
Le ghiandole salivali contengono una carica virale ed in caso di lesioni nella bocca viene consigliata cautela; tuttavia, secondo Aiuti, sarebbe del tutto ingiustificato preoccuparsi pensando di potersi ammalare con un semplice bacio, soprattutto se superficiale, o addirittura utilizzando la stessa tazzina o bicchiere dove ha bevuto un sieropositivo.
Non è mai stata dimostrata la trasmissione dell'infezione attraverso il bacio. Tuttavia non la si può escludere completamente, in presenza di lesioni o sanguinamento delle mucose orali.

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

Le malattie che vengono trasmesse mediante un contatto sessuale sono alquanto numerose e possono interessare differenti distretti del corpo: i microrganismi, agenti eziologici delle stesse, hanno modo di venir facilmente trasferiti, mediante l’intimo contatto, dall’individuo malato o portatore a quello sano, soprattutto quando si trovano localizzati sulla superficie del corpo o nei materiali biologici.
Questa situazione estremamente difficile da controllare, non è comunque la sola che rende ardua e complessa l’azione di prevenzione, esistono altri fattori che concorrono a limitare l’opera preventiva. Di questi il più importante è rappresentato dall’atteggiamento sbagliato dell’opinione pubblica che costringe ad affrontare il problema delle MTS in modo non corretto considerandole più dal punto di vista morale che da quello medico. Ancora oggi chi viene contagiato prova un senso di vergogna e teme il giudizio altrui, trascurando così di conseguenza il ricorso alle cure di sanitari competenti e ricorrendo invece all’automedicazione con conseguenze sulle sua salute e su quella degli eventuali partners.
Nel caso delle MTS una buona prevenzione richiede la partecipazione attiva dei singoli individui interessati e delle strutture sanitarie, con particolare riguardo ai medici di base che maggiormente sono in contatto con la popolazione.

I punti fondamentali sui quali si basa la prevenzione delle MTS sono:

  • Comportamento individuale
  • Promozione alla salute
  • Servizio sanitario
  • Adozione ed uso di mezzi profilattici

Sifilide o Lue
L’agente eziologico è il Treponema pallidum, microrganismo a forma di spirale. La trasmissione avviene per contatto sessuale (lesioni luetiche e secrezioni patologiche) e più raramente attraverso oggetti contaminati, siringhe infette, dalla madre al feto per via placentare (sifilide congenita). Il periodo di incubazione varia da 10 a 90 giorni. E’ opportuno evitare i rapporti sessuali fino a guarigione. La malattia evolve, nei casi non curati, in vari stadi. Sifilide primaria: nel punto di contagio del treponema compare un “sifiloma primario” (macula) che evolve in papula, quindi in ulcera non dolorosa e guarisce spontaneamente in circa un mese. Sifilide secondaria: dopo circa 5-8 settimane dal contagio si manifestano lesioni cutanee (macule, papule, ulcere) e lesioni mucose (eritema, papule) con febbre, cefalea, dolori articolari. Sifilide terziaria: dopo circa 3 anni dal contagio compaiono lesioni a carico del derma, dei muscoli, delle ossa, del fegato, dell’apparato cardiovascolare, dell’apparato nervoso. L’accertamento diagnostico consiste nell’identificazione del germe prelevato dalle lesioni; analisi del sangue (VDLR, Wasserman, FTA).

Gonorrea o Blenorragia
L’agente eziologico è la Neisseria gonorrhoeae, microrganismo di forma rotonda. La trasmissione avviene per via sessuale. Il neonato si infetta, al momento della nascita, nel passaggio attraverso il canale del parto. Il periodo di incubazione varia da 2 ad 8 giorni. L’utilizzo del profilattico durante i rapporti sessuali è un mezzo di prevenzione. Nell’uomo i sintomi sono quelli di un’uretrite; prurito, secrezione giallastra, dolore e bruciore durante la minzione. Se non curata possono comparire febbre, tachicardia, cefalea. Nella donna la gonorrea interessa subito tutto l’apparato genitale interno ed esterno anche se i sintomi sono scarsi: dolore alla minzione, perdite, dolori pelvici. L’accertamento diagnostico consiste in un esame culturale in laboratorio del secreto; analisi del sangue.

Condilomi acuminati o creste di gallo
Sono tumori benigni contagiosi e autoinoculabili molto frequenti. L’agente eziologico è un virus del genere Papilloma virus. La trasmissione avviene generalmente per via sessuale, ma anche tramite biancheria infetta. Il periodo di incubazione è di circa 4 mesi. La malattia si manifesta con la presenza sulla cute e sulle mucose dei genitali di escrescenze a cavolfiore. L’accertamento diagnostico consiste nell’esame istologico.

Herpes genitale
L’agente eziologico è il virus herpes tipo 2 (HVS2). La trasmissione avviene per contatto sessuale o durante il parto. Il periodo di incubazione varia dai 2 ai 12 giorni. L’infezione erpetica primaria si manifesta a livello genitale nei maschi con lesioni del glande e/o del prepuzio; nelle femmine lesioni sulle piccole e grandi labbra, vagina; regione anale. L’infezione recidivante si ripresenta nelle stesse zone ad intervelli variabili e per lo più in concomitanza con stress, traumi, periodo mestruale (nelle donne). L’Herpes trasmesso durante il parto rappresenta un rischio gravissimo per il neonato che può andare incontro a lesioni cerebrali, spesso mortali. L’accertamento diagnostico consiste nell’isolamento del virus ed analisi del sangue. Per evitare il contagio è necessario evitare i rapporti sessuali genitali ed orali con i soggetti infetti.

Candidosi o candidasi
L’agente eziologico è la candida albicans, un micete (fungo) ospite abituale delle mucose. Può essere trasmessa per via sessuale ma può manifestarsi in seguito a terapie con cortisonici, antibiotici, ormoni sessuali ed è favorita dal diabete, dalla gravidanza o dalla presenza di altre malattie. Si manifesta nella donna con prurito, bruciori, leucorrea (perdite vaginali); nell’uomo causa frequentemente un’uretrite. L’accertamento diagnostico consiste nell’esame batteriologico delle secrezioni prelevate attraverso un tampone vaginale (donna), uretrale (uomo).

Clamidia
L’agente eziologico è la Chlamydia trachomatis. La trasmissione avviene attraverso i contatti sessuali. E’ frequente il contagio del neonato durante il parto. Il periodo di incubazione varia dai 4 ai 18 giorni. Si manifesta nell’uomo con un’uretrite subacuta con scarsa secrezione, bruciore e leggero prurito ma può essere completamente asintomatica. Se l’infezione non viene curata possono insorgere complicazioni come epididimiti che possono condurre a sterilità o a prostatiti. Nella donna le manifestazioni sono piuttosto banali: prurito, bruciore, scarse perdite bianche. Anche nella donna le complicanze (salpingiti) possono condurre a sterilità. L’accertamento diagnostico consiste in analisi di laboratorio ed analisi del sangue. L’uso del profilattico durante i rapporti sessuali protegge dal contagio.

Epatite B
L’agente eziologico è il virus HBV. La trasmissione avviene attraverso il sangue (trasfusioni, aghi o siringhe infetti, microlesioni durante i rapporti sessuali, uso promiscuo di oggetti taglienti (rasoi ecc.) . E’ frequente la trasmissione dalla madre aI figlio durante la gravidanza. Il periodo di incubazione va dai 50 ai 180 giorni. L’infezione si manifesta in modo subdolo con febbre lieve, malessere, astenia, nausea, vomito, ittero (ingiallimento) cutaneo e sclerale (bianco dell’occhio), urine intensamente colorate, feci chiare. L’accertamento diagnostico consiste in analisi del sangue per ricercare i “markers” specifici e l’eventuale presenza degli anticorpi; ecografia al fegato.

DA SAPERE

Gravidanze indesiderate
Se abbiamo avuto dei rapporti sessuali non protetti, senza cioè una protezione contraccettiva sicura, il ritardo mestruale deve subito metterci in allarme per una possibile gravidanza. Non dobbiamo farci influenzare o rassicurare da quei sintomi premestruali, che spesso possono essere gli stessi della gravidanza (tensione al seno, dolori addominali). In caso di ritardo delle mestruazioni è opportuno eseguire prima possibile un test di gravidanza, che è l'unico metodo che ci può dare risposte sicure.

Rapporti sessuali a rischio di gravidanze indesiderate
Intendiamo a rischio un rapporto in cui lo sperma può essere venuto a contatto con la vagina per la rottura del profilattico o a seguito di un coito interrotto.
In questi casi è necessario rivolgersi al più presto (entro due giorni e comunque non oltre le 72 ore) ad un ginecologo.
Il medico valuterà il rischio effettivo in relazione al momento ormonale in cui si è avuto il rapporto.
Quindi si stabilirà insieme se è necessario assumere una sostanza ormonale (pillola del giorno dopo) o inserire un dispositivo intrauterino (spirale) entro 120 ore dal rapporto non protetto, che impedisca la possibilità di una gravidanza.

Come calcolare il ciclo mestruale
Per ciclo mestruale si intende l'intervallo di tempo che intercorre tra una mestruazione e l'altra.
Solitamente questo è variabile tra i 26 e i 32 giorni, generalmente 28. Si inizia a contare dal 1° giorno di mestruazione.
Il momento ovulatorio, che ha una durata di circa 48 ore, si verifica generalmente 14 giorni prima dell'arrivo della mestruazione successiva.

Dimenticare la pillola
La pillola è un mezzo contraccettivo sicuro, purchè assunta secondo le dovute indicazioni.
Se ci siamo dimenticate di prendere una pillola, dobbiamo assumerla entro 12 ore dall'ora in cui avremmo dovuto farlo.
In questo caso, non è successo nulla e si può continuare regolarmente l'assunzione con la stessa sicurezza contraccettiva.
Se invece sono trascorse più di 12 ore, la protezione contraccettiva può diminuire e, pur continuando a prendere regolarmente le rimanenti pillole della confezione, dobbiamo per tutto il ciclo utilizzare un metodo contraccettivo di supporto.