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UNIVERSITY DAY 2007

ConferenzaNell’era della conoscenza il CUR - Consorzio Università Rovigo ha proposto per venerdì 30 e sabato 31 marzo University Day: una due giorni di incontri di informazione e orientamento dedicati agli studenti maturandi, ma non solo.
Si è tenuto oggi il momento clou, “Dieci anni di successi”: in questo speciale incontro con i laureati e diplomati del CUR, le principali autorità economiche, politiche e culturali del territorio hanno dibattuto sul ruolo della conoscenza in una realtà lavorativa e sociale in continua evoluzione.
Nell’occasione sono stati presentati in anteprima i dati di un’importante indagine conoscitiva, realizzata in questi mesi proprio con la collaborazione di chi ha concluso il suo percorso accademico presso l’Università di Rovigo.

Il CUR - Consorzio Università Rovigo nasce dal connubio tra due realtà di eccellenza nel panorama accademico italiano: l’Università degli Studi di Padova e l’Università degli Studi di Ferrara.


L’ateneo patavino, tra i più antichi d’Europa, conta ben 60.000 iscritti l’anno, di cui oltre 10.000 provenienti da fuori Regione, e si presenta come una delle sedi più frequentate e prestigiose del nostro Paese. Vanta inoltre un’amplissima offerta formativa: nell'anno accademico 2006-2007 sono state proposte 104 lauree triennali, 84 lauree specialistiche (delle quali 6 a ciclo unico), una laurea magistrale (a ciclo unico), un Corso di Laurea che procede con l'ordinamento quadriennale, il progetto master (78 corsi), Scuole di Dottorato, Scuole di Specializzazione e la Scuola Galileiana di Studi Superiori che propone una formazione di eccellenza a studenti con una spiccata predisposizione all'apprendimento letterario o scientifico.

L’Università degli Studi di Ferrara si qualifica invece come il centro di eccellenza della ricerca applicata in Italia, un ideale ponte tra scienza e industria che è stato non a caso soprannominato “il MIT italiano”.
L’ateneo può contare su una serie di strutture uniche in Italia: il Liaison Office, per gestire i brevetti sviluppati all’interno dell’Università e i rapporti con gli spin-off; il Polo Tecnologico, dove sono concentrati i grandi laboratori e ospitati gli incubatori d’impresa e il Cittec - Centro per il trasferimento tecnologico.

L’unione di questi due pilastri della formazione ha permesso la creazione del Consorzio Università Rovigo: una originale proposta che funge da esempio nel panorama accademico del nostro Paese, un modello di Università flessibile, vicina agli studenti durante tutto il percorso di studio, ma soprattutto con un’offerta didattica in costante evoluzione, creata sulla base delle necessità e delle richieste delle realtà politiche, economiche e sociali, con le quali il CUR mantiene un dialogo costante.
In questo continuo confronto si è inserita l’odierna iniziativa “Dieci anni di successi”: nella mattinata di oggi, presso la sede CUR di Viale Porta Adige 45 a Rovigo, i laureati e diplomati del CUR di questo decennio hanno incontrato le principali autorità del territorio, che hanno messo a disposizione dell’Università la loro esperienza e le loro competenze.

Presenti al tavolo dei relatori:
· Giorgio Marassi, Presidente del CUR;
· Magnifico Rettore Patrizio Bianchi, Università degli Studi di Ferrara;
· Franco Todescan, Preside Facoltà di Scienze Politiche – Università degli Studi di Padova.

Sono inoltre intervenuti:
· Giancarlo Brizzante, Vice Presidente del CUR;
· Federico Saccardin, Presidente della Provincia di Rovigo;
· Fausto Merchiori, Sindaco del Comune di Rovigo;
· Loredano Zampini, Presidente CCIAA di Rovigo;
· Antonio Finotti, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo;
· Rosalia Milan, Azienda Ulss 18;
· Andrea Rinaldo, Presidente Comitato Scientifico del CUR.
oltre a numerosissimi esponenti delle principali autorità del territorio.

L’obiettivo dell’incontro è stato così descritto dal dott. Marassi: «In passato era più semplice scegliere il proprio percorso lavorativo e, di conseguenza, il percorso accademico da intraprendere.
Oggi invece si incontrano difficoltà maggiori: le professioni cambiano e il mercato del lavoro è in costante trasformazione ed evoluzione.
In linea con quanto dichiarato pochi mesi fa da Roberto Mussi, Ministro dell’Università e della Ricerca, crediamo che l’Università non debba più formare un ristretto numero di tecnici, specialisti di una disciplina, ma fornire un ciclo di istruzione continuo (long life learning), per acquisire non solo cognizioni ma anche e soprattutto una forma mentis - basata sulla flessibilità e sulla capacità di rivendere le proprie competenze in più settori - necessaria per affrontare le sfide della globalizzazione.
In questo momento di dibattito abbiamo fatto emergere il ruolo dell’Università come motore di crescita e sviluppo e al tempo stesso abbiamo delineato un quadro preciso e puntuale della situazione sociale, economica e occupazionale della provincia rodigina ma non solo».
Nel corso di “Dieci anni di successi” sono stati presentati in anteprima i dati di un’indagine conoscitiva che ha coinvolto i 277 diplomati e 275 laureati dell’Università a Rovigo, un vero e proprio check up della situazione occupazionale dei “dottori rodigini”.

I dati qualitativi e quantitativi raccolti dai questionari pervenuti hanno messo chiaramente in relazione il rapporto tra percorso accademico e opportunità lavorative: alla domanda “Sta attualmente lavorando” il 73% ha dato una risposta affermativa, del restante 27% (non occupato o “altro”) molti segnalano di aver scelto di proseguire il loro percorso di studi, integrando la laurea triennale con le proposte del CUR di master e lauree specialistiche.

Alla domanda “La sua attuale professione è corrispondente al percorso di studi effettuato” il 71% segnala che l’attuale professione è perfettamente corrispondente al percorso di studi effettuato, dato questo che sottolinea l’impegno del Consorzio Università di Rovigo nel proporre corsi di laurea rispondenti alle reali necessità del territorio.
Alla domanda “In quanto tempo ha trovato lavoro dopo la laurea” il 78% segnala di essere entrato nel mondo del lavoro entro soli 6 mesi dal termine degli studi.

E non solo: alla domanda “E’ soddisfatto della sua professione” il 97% dichiara di esserlo o di essere abbastanza soddisfatto, in controtendenza con le statistiche nazionali che segnalano come spesso chi compie un percorso universitario resti poi deluso nel momento del suo ingresso nel mondo del lavoro.

Da sottolineare che alla domanda “Qual è la sua valutazione sull’Università a Rovigo in termini di efficacia” ben il 94% ha dato un giudizio assolutamente positivo.
Questo studio si è inserito in un percorso che il CUR sta compiendo in questi anni, partendo dalla volontà di mantenere uno stretto contatto con tutte le realtà territoriali. In un’ottica di crescita continua e a tutto tondo, il Consorzio organizza numerose iniziative rivolte non solo ai suoi studenti e ai potenziali futuri iscritti, ma anche ai cittadini più giovani.
Fiore all’occhiello il concorso intitolato “Cosa sarò da grande”, che vede il coinvolgimento di tutte le scuole, di ogni ordine e grado, del territorio rodigino, instaurando così un rapporto privilegiato con centinaia di docenti e alunni.

Proprio nel corso di “Dieci anni di successi” è stata presentata la terza edizione del progetto, dal titolo “Cosa sarò da grande… mi piacerebbe poter fare…” che si propone di far emergere il punto di vista dei più piccoli sulla realtà lavorativa del territorio. A loro viene infatti chiesto di pensare non solo agli obiettivi professionali che vorrebbero conseguire, ma anche e soprattutto a quel che il territorio offre e potrebbe offrire loro per raggiungerli.

Ha spiegato il dott. Marassi: «Nel sensibilizzare i più giovani sul valore del sapere come strumento indispensabile per crescere e realizzare i propri sogni, abbiamo scelto di investire anche sugli studenti più giovani, per i quali “Università” è un termine che evoca una prospettiva temporale remota: solo tra diversi anni, alcuni di loro prenderan­no in esame l’ipotesi di proseguire gli studi a livello universitario.

Crediamo però che bambini e ragazzi siano spesso portatori di importanti intuizioni che possono arrecare notevoli miglioramenti alla qualità non solo della loro vita, ma anche di quella dell’intera comunità.
La loro creatività e la loro fantasia sono per gli adulti una risorsa insostituibile che, se incoraggiata, sortisce spesso risultati sorprendentemente “maturi”.

Al termine a tutti i laureati e diplomati presenti è stata consegnata una prestigiosa litografia realizzata dall’artista rodigino Gabbris Ferrari, uno dei maggiori rappresentanti della realtà culturale della nostra provincia, la cui fama ha raggiunto l’intero territorio nazionale.


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